arte e filatelia

 

L'ARTE ETRUSCA

introduzione e luoghi

idee per una tematica



bucchero etrusco, foto wiki

La civiltà etrusca- un pò per i suoi misteri un pò il suo fascino- da tempo attira molte persone. Nel settecento diversi appassionati si riunirono ad esempio attorno all'Accademia Etrusca di Cortona presto seguiti da numerosi personaggi (incluso fra questi Luciano Bonaparte, principe di Canino e fratello di Napoleone).

In tempi recenti numerosi archeologi si sono interessati ai relativi approfondimenti e fra gli apporti più importanti vanno ovviamente ricordati gli studi del prof. Massimo Pallottino. Quest'ultimo fra l'altro scriveva: " ...nonostante la distruzione di tante opere e manufatti antichi....i documenti sono tali da offrirci una visione sufficentemente ampia dell'attivitą artistica degli antichi Etruschi nelle sue tendenze e nei suoi sviluppi..."

Dopo gli archeologi e gli studiosi sono ovviamente arrivati i tanti turisti che volentieri visitano siti come quelli di Tarquinia, Cerveteri, Vulci, Volterra, Chiusi e via continuando. E naturalmente, oltre le necropoli ed altre evidenze, ci sono diversi musei specializzati (Villa Giulia a Roma, il Gregoriano Etrusco in Vaticano, il Guarnacci di Volterra, le raccolte del Museo Faina ad Orvieto, il museo di Perugia, il museo nazionale cerite a Cerveteri e via continuando).


sopra: il Museo Faina di Orvieto -foto ap
dove sono raccolti diversi reperti delle necropoli del Tufo e della Cannicella
fra i quali la c.d. Venere di Cannicella

Capita poi che reperti etruschi, provenienti magari da antiche collezioni, siano esposti- insieme ad altre memorie del mondo antico- in piccoli musei od importanti contesti internazionali. Buona parte di questa diffusione dei reperti all'estero è in buona parte conseguente alla dispersione di alcune collezioni ottocentesche. Belle raccolte sono pure a Londra, a Copenaghen, ad Amsterdam, in diverse città in Germania e negli USA.



Succede perfino che ogni tanto qualche pezzo ritorni in "Etruria ": a Cortona -fra la fine del 2010 e l'inizio del 2011- sono stati ad esempio esposti diversi pezzi delle raccolte del Louvre (e fra questi l'Arianna de Falerii, un bel busto in terracotta uscito dall'Italia nel 1863). 


museo Barracco a Roma-foto ap (vi sono esposti pochi pezzi etruschi)


il bel palazzo Vitelleschi di Tarquinia (foto ap 2012)
invece contiene migliaia di reperti
talora notevoli (inclusi alcuni affreschi staccati)

 


il Louvre di Parigi, foto Esra Paola Crugnale -dreamstime
le raccolte etrusche a Parigi sono fra le più importanti


specchio etrusco conservato al Louvre, foto Bibi Saint-Pol-wikipedia

L'arte etrusca prendeva diversi spunti dal contesto culturale del Mediterraneo ed era comunque abbastanza collegata al carattere religioso della sua societą ed alle motivazioni della sua classe dirigente. Ad un certo punto, dopo un periodo arcaico e come diretta conseguenza dei traffici commerciali, ebbe una grossa influenza l'arte greca e ci fu anche una fase orientalizzante. Fra arte greca ed etrusca ci sono comunque delle differenze. Un pò per la sopravvivenza di un gusto arcaico e locale, un pò - nel caso della pittura - per una certa "concretezza espressiva " nella rappresentazione degli individui. E ci furono anche dei maestri stilisticamente autonomi e capaci che sapevano realizzare opere importanti come l'Apollo di Veio od altro.

Relativamente ad alcuni aspetti  va comunque ricordato che lo studioso Mario Torelli (*) scriveva : " la storia della cultura figurativa etrusca si articola attorno a un solido filo rosso costituito dalla mentalitą, dalle ambizioni, dall'aviditą, dal desiderio di grandezza e dalle angosce dei "princepes "..."

 In via generale le evidenze dell'arte etrusca sono rappresentate da oggetti diversi di oreficeria (talora realizzate con la raffinata tecnica della "granulazione "), da ceramiche e terrecotte, da statue in bronzo, da affreschi ecc. .


bronzo della "chimera"- museo archeologico di Firenze, foto Lucarelli-wikipedia
la bella statua fu trovata nel 1553 mentre si lavorava alle fortificazioni di Arezzo

Fra i tanti bei pezzi etruschi conservati nei musei possiamo portare ad esempio: alcuni lavori in pietra conservati a Villa Giulia e Firenze, la "situla della Certosa " (un'anfora in bronzo esposta a Bologna), la testa di Hermes e la statua di Apollo (da Veio ora a Villa Giulia), gli altorilievi trovati a Talamone ed a Pyrgi, il Marte di Todi (ora in Vaticano), la Chimera di Arezzo (conservata a Firenze), il sarcofago di Larthia Seianti (dalla zona di Chiusi, ora a Firenze), i diversi sarcofaghi di coppie di sposi, i gioielli rinvenuti nella tomba Regolini-Galassi di Cerveteri (ora in Vaticano), i tanti manufatti nell'alabastro di Volterra che in qualche caso (ombra della sera) sembrano perfino ricordare opere del XX secolo...

Nel museo archeologico di Tarquinia, per fare un ulteriore esempio, possono poi essere ammirati anche alcuni affreschi staccati provenienti dalla necropoli di Montarozzi (tombe: del Triclinio, della Nave, delle Bighe ecc.).


un particolare manufatto in bronzo conservato in Vaticano, foto wikimedia

 

L'ARTE ETRUSCA NEI FRANCOBOLLI

In tempi relativamente recenti diversi importanti reperti etruschi sono stati poi riprodotti nei francobolli e quindi è facile fare una collezione sul tema dell'arte etrusca. Di seguito ci limitiamo ad alcuni spunti.

 

diverse tirature di "francobolli espressi" riportano i cavalli alati conservati nel museo di Tarquinia
Il rilievo in terracotta con i cavalli alati fu trovato nel 1938 in una zona poco distante dall'Ara della Regina

 


Italia, arte etrusca 1984, specchio conservato a Firenze

 

San Marino ha dedicato alcune serie di francobolli agli Etruschi. Sopra sono riprodotti alcuni reperti nel Lazio: una statua di Veio, l'affresco dei danzatori a Tarquinia e quindi il sarcofago degli sposi conservato al Museo di Villa Giulia di Roma ma proveniente da Cerveteri. Un sarcofago simile, come ci ricorda un recente adesivo francese, è pure conservato al Louvre di Parigi

 

Al Museo Gregoriano Etrusco in Vaticano sono notoriamente conservati numerosi pezzi interessanti. Alcuni di questi sono ricordati ovviamente anche in emissioni filateliche.

Il primo francobollo in basso riproduce la celebre fibula rinvenuta a Cerveteri nella tomba detta Regolini-Galassi (necropoli del Sorbo)

Nei francobolli del Vaticano sono riprodotti diversi reperti del museo fondato nel 1837 da papa Gregorio XVI. Dopo il 1870 nuove acquisizioni sono stati conseguenti ad alcuni conferimenti di collezioni (Falcioni, Guglielmi, Astarita ecc.). Fra le diverse sale del museo gregoriano etrusco vanno segnalate: quella dedicata alla citata tomba Regolini-Galassi, quella dei bronzi (che include anche il Marte di Todi , alcuni putti ecc), quelle riservate alle terrecotte ed alle oreficerie, quella dei sarcofagi di Tuscania e via continuando.

 


francobollo ordinario dedicato alla "donna velca" (esistono 3 versioni di questa emissione: anche in sole lire ed in euro da 0,05)
riproduce un affresco rinvenuto nella Tomba dell'Orco a Tarquinia

 

riferimenti utili

etruschi nel Lazio

Tarquinia fra mare ed etruschi

 

 


la danza era molto importante per gli etruschi
ed era collegata a delle ritualità di quel mondo antico

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Tranne che in qualche caso (come ad esempio quello degli affreschi della tomba Franēois di Vulci, conservati a Villa Albani/Torlonia a Roma) gran parte della pittura etrusca è visibile nella necropoli di Tarquinia (colle dei  Monterozzi) ovvero -come accennato- presso il museo nazionale tarquiniese. Fra le tombe del citato colle sono da segnalare quelle dei Leopardi, delle Leonesse, della Fustigazione, del Fiore di Loto, dei Giocolieri e diverse altre.

(°) cfr Mario Torelli, Arte Etrusca, dossier edizioni Giunti (n. 169)

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